“Una mela è una mela è una mela…”
Riprendo, riscrivendola, la celebre massima di Gertrude Stein per evocare la ricchezza semantica della mela , così come già fece prima della sottoscritta Umberto Eco con la rosa del suo più celebre e fortunato romanzo.
Ci muoviamo in una selva di segni, sosteneva il grande semiologo, e difatti non solo nel mondo dei segni ma anche in quello fenomenico ogni cosa è o può esser simbolo, ovvero sta, o può stare, al posto di qualcos’altro. Disarmante, in questo senso, la prolificità della mela che popola sia la vita materiale dell’uomo che quella spirituale delle divinità da millenni.
Secondo la mitologia ellenica, essa fu inventata da Dioniso, già dio dell’ebbrezza, che ne fece dono ad Afrodite, dea dell’amore. Sarà dunque merito di questa arcaica unione se, nella storia dell’uomo, sarà tutta una germinazione di simboli, oppure di storie di simboli, le allegorie, aventi la mela al centro delle proprie trame, da quella biblica a quella omerica, è con la mela che incomincia la storia dell’uomo così come lo conosciamo oggi.



