Le regole esistono e sono state create per facilitare il corso della vita. Semplice no? Se tutti le rispettano, tutti vivono bene. Concetto, e compitino, facile. Facile per me, perché fin dalla nascita ho convissuto e ho imposto a me stesso le regole che mi hanno insegnato i vari maestri di vita. Certo è che se mi guardo attorno e annuso l’aria che quotidianamente respiro, da nord a sud, sento un nauseabondo fetore di carogne, con uno spiccato retrogusto di vigliaccheria, tendente alla codardia e alla disonestà. Nulla di nuovo sotto il sole: è la sintesi degli ultimi quattro secoli di storia della Penisola.

Quando mi fermo e ci rifletto, sono sopraffatto da un grande senso di sconforto, di impotenza; come uomo, come giornalista e come imprenditore posso solo rabbrividire. Passano pochi attimi e riprendo il controllo, la lucidità. Da dentro mi parte l’urlo di battaglia, che da quando avevo otto anni ha accompagnato la mia vita: Memento Audere Semper! Anche se parte dell’infanzia l’ho vissuta in Svizzera, a Losanna, chi mi conosce sa quanto ami Milano, la Brianza e soprattutto l’Austria, molto più della Germania. Di conseguenza è facile supporre e pensare quanto sia amante dell’ordine e della disciplina dell’acciaio. Regole che esercito quotidianamente su me stesso e che esigo da parte di tutti, nel rispetto di tutto e tutti; tra le mura di casa così come in redazione, per la strada o tra la folla che mi circonda. Leggendo i quotidiani e vedendo qualche telegiornale, mi rendo sempre più conto che la maggior parte dei colleghi, anche quelli che «contano», amano buttare in prima pagina articoli e argomenti inesistenti, insostenibili, veri e propri faziosi castelli di carta basati e creati sulla becera polemica, fondata sul nulla, che a nulla porta. Il peggio è che alimenta la schiera dei minchioni (vedi la definizione che ne dà il Devoto Oli/Le Monnier) che a vent’anni credono ancora a Babbo Natale. Ormai viviamo criticando e polemizzando gratuitamente su tutti e su tutto il mondo che ci circonda. Ma sapete che siamo rimasti l’ultimo paese «civilizzato» a comportarsi in un modo così ignobile e irresponsabile?!? Mi spiego meglio.

Come asserisce il presidente del Consiglio Matteo Renzi, l’Italia del Nord e in particolare quella del Nord-est, va meglio della Germania, cioè la nazione più forte economicamente d’Europa. Ha perfettamente ragione. Ma vado oltre: immaginate una nazione che parta dalla Baviera, scenda a Vienna per poi arrivare a Milano, passando da Trieste, Venezia e Verona? Tutta esperienza per la prossima vita. Ciò che ha detto Renzi non è per nulla una stupidaggine. Anzi, come scrissi tre anni fa, spero che stia sempre più vicino al pensiero tedesco, almeno ha una visione di come opera e agisce una nazione seria e ordinata. Basti vedere e leggere le bordate che stanno sparando contro Renzi tutti i vecchi parrucconi, che per più di 70 anni si sono fatti solo i cavoli loro. In difesa delle loro ideologie, dei loro partiti, dei loro interessi personali, delle loro aziende e delle aziende degli amici; sbattendosene altamente delle esigenze della Nazione, del buon senso che andava applicato per andare oltre, per risolvere i problemi dell’Italia. Tutti lì per anni e anni a difendere se stessi in barba al buon senso, decidendo cose che andavano contro gli interessi del popolo ma esaltavano i loro pensieri, la vittoria ideologica. Tutti uguali da sinistra a destra al centro. Bella roba: tutti a farsi i cavoli loro alle spalle di tutto e tutti, sindacati irresponsabili compresi.