È forse uno dei nomi di fantasia più belli e più solenni, quello del Messorio: evoca le messi e una coltura, o forse dovremmo dire una cultura, densa di rituali, palpitante di simboli. Ha da poco compiuto 30 anni ma, lungi dall’essersi adagiato sugli allori, il suo nome continua a imporsi all’attenzione della critica, oltre che del mercato.
Come Cinzia Merli che de Le Macchiole è lo spirito, invero piuttosto indomito: ancora, e nonostante le conferme avute da vini, i suoi, cui si accede solo su assegnazione, Cinzia s’interroga e soprattutto ci interroga – che questo è da sempre il suo rapporto con la stampa – sull’attualità e sulle possibilità di questo vino ora che il vitigno di cui è composto, il precoce Merlot, comincia a mostrare i primi sintomi d’insofferenza al cambiamento climatico.
Ricordiamo che Le Macchiole è da sempre devota a etichette mono-varietali (Cabernet Franc per Paleo, Syrah per Scrio, Merlot per Messorio) realizzate attraverso blend complicatissimi che di ogni vitigno incrociano diversi habitat non solo in vigna, col mosaico dei differenti appezzamenti – 11 solo per quanto riguarda proprio il Merlot – ma anche in cantina, coi differenti ambienti di vinificazione, sempre separata e sempre pensata a seconda dei diversi contenitori (botti e barriques Orion, Taransaud e François Frères, anfore di Francesco Tava, tini di cemento, Clayver, solo per dirne alcuni). Il risultato è un numero altissimo di combinazioni del cui assemblaggio si occupa ogni anno Cinzia stessa assieme al figlio, Elia Campolmi (qui sotto), e a Luca Rettondini, enologo.
Per sua stessa ammissione Le Macchiole ama dunque complicarsi la vita, ed è così, innovazione dopo innovazione (tra cui l’inerbimento mirato nel 2018) che l’azienda ha contribuito a creare una versione ad altissima risoluzione di Bolgheri, interessante soprattutto perché capace di utilizzare gli strumenti acquisiti negli anni per mettersi in discussione. Indaghiamolo dunque, questo Messorio, alla luce degli ultimi sette anni e alcune costanti come la fermentazione e la macerazione – dai 20 ai 30 giorni – preferibilmente in solo cemento.







