Nonostante il titolo non vi vogliamo raccontare della grande manifestazione di Verona. Ci si lamenta sempre di tutto, format, giorni di durata – quelli, sì, forse un po’ troppi- e di un mare di altre cose. Risultato: ci si va sempre, magari con alcune aree in calo, numericamente parlando, ma alla fine ci si va sempre.
Poi i distinguo da fare sarebbero tantissimi perché le fiere ibride, operatori e wine lovers non si riescono a mappare e quindi ad analizzare compiutamente. Bisognerebbe parlare anche – forse soprattutto- con le aziende, per vedere se sono contente, o meno, di versare calici a persone spesso difficili da individuare. Le fiere dei vini naturali, e partizioni varie, che sorgono, e sorgeranno, in concomitanza con il Vinitaly sono tante, quelle sì molto focalizzate sul cliente finale. Come vanno? Vanno, sicuramente verso il cliente finale. Qualcosa che funziona davvero?
Summa, la manifestazione ormai ventennale, ideata da Alois Lageder.
L’ultima edizione si è tenuta il 5 e 6 aprile a Magré. Proprio all’interno degli spazi di lavoro dell’azienda si sono accomodati i banchi di assaggio di aziende di riferimento dell’enologia mondiale. Non solo Italia, per altro con grandi rappresentanti come Terre Nere, Carleone, Giodo, Gravner, ma anche eccellenze europee (Billecart-Salmon, Tarlant, Château Canon la Gaffeliere), ovviamente Austria e Germania l’hanno fatta da padrone (Tement, Burkin Wolf, Rings, Fritsch), sino al Libano, con il celebrato Château Musar.







