Sommellerie italiana, eccellenza e visione

Milano ha ospitato la settima edizione italiana del Ruinart Sommelier Challenge, confermando il ruolo centrale della sommellerie italiana in un panorama sempre più attento alla sostenibilità e alla cultura del vino. Ventisei professionisti si sono confrontati in una prova tecnica che ha richiesto precisione, sensibilità e padronanza della materia. Edoardo Jobet Monett, Head Sommelier del Mudec di Enrico Bartolini, ha vinto la competizione, convincendo una giuria guidata da Frédéric Panaïotis, Chef de Caves della Maison Ruinart, con una degustazione alla cieca che ha esaltato la capacità di analisi e la visione gastronomica dei partecipanti.

La prova ha messo in sequenza quattro vini rossi, accomunati dall’attenzione alla biodiversità in vigna: Etna Rosso, Irpinia Aglianico, Barolo e Nobile di Montepulciano. Identificare le caratteristiche, proporre abbinamenti e valutare il servizio è stato il criterio di selezione di una sfida che ha richiesto un approccio rigoroso e una lettura lucida dei profili degustativi. La competizione ha lasciato spazio alla masterclass di Panaïotis sulla vitiforestazione, una riflessione sulle pratiche agricole che oggi ridisegnano il futuro della viticoltura.

Maison Ruinart ha raccontato il proprio percorso verso una produzione più consapevole: eliminazione degli erbicidi, riduzione dei prodotti chimici, utilizzo di tecniche di biocontrollo e certificazioni ambientali a garanzia di una gestione responsabile del vigneto. L’Italia ha inaugurato il calendario del Ruinart Sommelier Challenge 2025, prima tra le nazioni coinvolte nel progetto che proseguirà negli Stati Uniti, in Francia e in Giappone.