In Piemonte, il protagonista che non ci si aspetta
In una terra di grandi nomi si fa largo un outsider: il Roero. Areale che ne fa di tutti i colori, qui si producono eccellenze sia a suon di bianco (in particolar modo Arneis) sia in versione rossa, grazie al Nebbiolo, il Roero si è guadagnato una ribalta di pubblico e critica (oltre 700 persone) nella giornata milanese dei Roero Days.
Nonostante il Consorzio di Tutela, presieduto oggi da Massimo Damonte, sia di giovane costituzione, ha da poco compiuto 10 anni, è riuscito a far raggiungere alla Docg una giusta valorizzazione e pari notorietà. Un aspetto quest’ultimo non facile, visto che il Piemonte, come detto, è pieno di eccellenze enologiche.
A questo va sommato il fatto che l’area di produzione del Roero risulti essere piuttosto piccola, circa 1300 ettari, per altro popolati da un numero piuttosto elevato, ad oggi 258, di produttori. Cifre tuttavia in crescita, come ribadiscono le parole del presidente del Consorzio Tutela Roero Massimo Damonte: “Nel prossimo triennio avremo la possibilità di un incremento della produzione annuale del 7% grazie all’entrata in produzione dei 30 ettari che ogni anno il Consorzio concede di impiantare ai produttori. Questo ci permetterà un’ulteriore crescita organica della denominazione per far fronte al costante aumento di richiesta di Roero sia in Italia che all’estero.”







