La nuova tenuta, la prima degustazione
La tenuta Pinino, 21 ettari di cui 16,24 a vigneto (7,67 per il Brunello, 5,42 ettari di Rosso di Montalcino e 3,15 ettari di S. Antimo Sangiovese), acquisita dai Ferragamo nel luglio del 2024, a Montalcino insiste dal 1874.
E il tempo continua a scandirne le contingenze se è vero, com’è vero, che la trattativa d’acquisizione è durata ben 10 anni. Ma Ferruccio e Salvatore Ferragamo non demordono e, a poco a poco, Salvatore la conquista infondendole la fiducia che impone a ogni cosa e qui coincisa, almeno in prima battuta, con una capillare pulizia dei vigneti, messi a dimora nel 1984, e ora diradati e più e meglio esposti ai capricci del vento, tanto provvidenziale a queste latitudini.
Risale del resto agli anni ’80 e ’90 l’infatuazione per Pinino, che pei Ferragamo è stata da subito una storia seria, come tutto, del resto, per questa stirpe di questi stilisti e calzolai che del vino s’innamorarono dapprima nella monumentale tenuta de Il Borro, 1000 ettari in Valdarno acquisiti dai nobili d’Aosta, e ora a Montalcino, dove la riscrittura dei vini è affidata all’inossidabile Stefano Chioccioli, già fautore del nostro caro Petruna, il sangiovese in anfora de Il Borro, che impone medesima cura nel finissage e nella scelta dei sugheri, che è stato il primo serio intervento fatto sui vini ora in commercio.







