La rampa che sale a Fosdinovo è fitta di curve strette e strettissime, il panorama continuamente mutevole, l’erta di certo impegno per ciclisti muscolari, ma anche per i viaggiatori motorizzati. Di volta in volta trovi il verde della collina – ulivi, giardini, coltivi – o l’azzurrino del Golfo non molto discosto.
In una piega particolarmente stretta il cartello dice “B”, a fianco dei piloni dell’ingresso al viale d’accesso al borgo che oggi è il resort animato dallo spirito tellurico di Giacomo Devoto.
A chi frequenta il luogo da tempo l’aspetto odierno della Locanda de Banchieri appare come un susseguirsi ininterrotto di interventi migliorativi, in un irrefrenabile progetto di vita: Devoto il luogo l’ha acquisito in stato di semi-abbandono e pezzo a pezzo, pietra a pietra, pianta a pianta oggi accoglie i clienti in una struttura che offre benefici importanti. Le camere, oggi davvero confortevoli, la piscina, la grande casa padronale nelle cui antiche cantine si trova il ristorante.
Districandosi tra complessi vincoli strutturali Devoto ha plasmato il ristorante a sua immagine con instancabile volontà, aggiungendo sopra tutto, e a tratti lavorando saggiamente di sottrazione.







