Salendo verso Cureggio le strade s’imbutiscono in nastri d’asfalto sempre più stretti, non raramente tratteggiati da improvvise curve a gomito di cui vorresti comprendere l’origine, qui nella vasta pianura. Cureggio, comune italiano che brilla per la scheda informativa di eccezionale brevità, trova i suoi cinque minuti di celebrità per la produzione agricola, sopra tutto patate e la famosa Cipolla Bionda di Cureggio e Fontaneto – comune attiguo – che è presidio Slow Food e come tra poco scoprirai, è davvero buonissima. Gli altri due motivi per salire a Cureggio sono la pieve romanica millenaria e il resort di campagna de La Capuccina.
L’ultimo tratto di strada poi, davvero un taglio nel verde, potrà sorprenderti con qualche inatteso abitante: fuggevoli ungulati, qualche cinghialotto, volatili corridori.
La Capuccina recupera una vasta proprietà rurale, con notevoli corpi di fabbrica e una stalla equina riattata ad alloggi: soberrimi, confortevoli, di raffinata e minimale eleganza. Al recupero filologico degli edifici si è sommato un intervento di design di certo valore aggiunto, con quegli elementi vetrati con arco a tutto sesto, ben congegnati per accogliere la luce color miele che al tramonto colpisce la sala da pranzo del ristorante. Nel cortile interno tra bersò verdeggianti e umbratili gli spazi trovano una loro dimensione in cui la distanza dal mondo vorticoso “là fuori” appare davvero ampia.
A tavola il team di sala accoglie con una convincente combinazione di cortesia e affabilità, garantendo un godibile equilibrio tra attenzione e intimità. La cura dei dettagli offre una crescente sensazione di piacevolezza in attesa della proposta di cucina affidata a tutto campo ad Alessio Bordenca, bel carico di esperienze di qualità in Italia e all’estero non ostante l’ancor giovine età.








