Un ritratto

Partiamo dall’uomo anche perché c’è da dire parecchio. Charmant come solo i francesi, alcuni, sanno essere, con un volto duro, e da duro, come quello di Vincent Cassel. Peccato che Gérard Bertrand sia stato uno tosto per davvero. Non si tratta di estetica, anche se la sua è quella di un ex-rugbista professionista.

Il suo essere integro nel modo di pensare fino ad essere integerrimo, lo si è visto non sul campo da gioco, ma su quello di lavoro in mezzo ai suoi vigneti. Per un problema fisico al fegato decide, dopo una chiacchierata con un suo amico medico, di curarsi con l’omeopatia. Alcuni a questo punto potrebbero alzare i lati della bocca per un accenno di sorriso. La storia personale di monsieur Bertrand non si trasforma né in commedia né, per sua fortuna, in tragedia. Il malanno sparisce, ma in Gérard inizia a germogliare un’idea. Una da applicare anche ai propri vigneti, collocati per lo più nel sud della Francia, per la precisione nel Languedoc-Roussilon.

La biodinamica da esperimento di qualche ettaro si estende praticamente a tutti gli ettari aziendali. Il processo di conversione, affrontato con volontà e determinazione, inizia nel 2022. Dopo oltre 20 anni di applicazione la sfida può dirsi vinta. Un successo non da poco, se pensiamo che oggi le aziende che fanno capo a Gérard Bertrand sono composte da ben 17 châteaux, per un totale di circa 900 ettari certificati Demeter.