NUMERO #257 | MARZO 2025

Jimmy Milani

Gli occhi dell’opera ci pongono davanti a uno sguardo intenso e penetrante, invertendo i ruoli e sfumando volutamente la distinzione cruciale tra l’osservatore e quello che viene osservato
NUMERO #257 | MARZO 2025
Materiale
acrilico su tela, ferro
Dimensione
100x90x15 cm
Data
2025

L’ARTISTA

Nato a Savigliano (CN) nel 1995, Jimmy Milani, qui con Fedora, vive tra San Miniato (Pisa) e Milano. Formatosi all’Accademia di Brera, il suo lavoro origina dall’interesse per il medium pittorico; soggetti iconici, narrazione e matericità del supporto interagiscono tra loro, sviluppandosisia sulla superficie bidimensionale della tela sia nella tridimensionalità dell’opera. Interagendo con lo spettatore, la rappresentazione passa in secondo piano rispetto alla consapevolezza del vivere, evidenziando così una particolare attenzione agli aspetti installativi e strutturali della pratica artistica. Le sue creazioni sono state incluse in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero: tra le altre, «Degree Show» (2020) a Palazzo Monti, Brescia; «Entr~Acte» (2021), alla galleria milanese Renata Fabbri; «How far should we go?» (2022), all’ICA Milano; «I like it. What is it?» (2023), alla Albert Contemporary di Odense (Danimarca); «Effimera» (2024), al Foro Italico di Roma.

Per la copertina di questo numero di «Arbiter» ha realizzato l’opera «(((°) . (°)))», acrilico su tela, ferro, 100x90x15 cm, 2025 (Instagram @jimmy_milani).

COSÌ LO REALIZZO

L’opera (((°) . (°))) è una delle ultime produzioni di una serie alla quale sto lavorando ormai da un paio di anni, per l’esattezza dal 2023. Il lavoro rispecchia essenzialmente la sintesi formale di una coppia di occhi, ma si distacca in modo netto dall’idea di «morbidezza» e naturalezza a essi solitamente associata.

Le pupille nere su fondo bianco, circondate da ciglia di ferro, pongono il fruitore di fronte a uno sguardo profondo, penetrante. Questa opera mi fa riflettere su un passaggio di André Marchand, tratto dal testo di Maurice Merleau-Ponty L’occhio e lo spirito, in cui il pittore francese parla di come l’immergersi nel bosco possa alterare il punto di vista dello spettatore, portando ad assottigliarsi la distinzione tra osservatore e osservato. I ruoli si invertono, e la foresta stessa diventa il soggetto osservante. Mi piace il pensiero di come questa sensazione possa emergere di fronte a certe opere, nelle quali l’interazione tra esse e chi le fruisce sfuma i confini tra chi guarda e ciò che viene guardato.

Grazie alla particolare fisionomia della cornice, inoltre, (((°) . (°))) acquisisce un’eccezionale tridimensionalità, evocando i movimenti dei miei capelli e aggiungendo, così, una dimensione di autoriflessione all’insieme. In questa maniera, l’opera non solo va a inserirsi nell’alveo della ricerca di uno sguardo universale, come nel contesto più ampio della serie, ma assume anche un aspetto personale, diventando una sorta di autoritratto.