Amarone Opera Prima 2025 ha celebrato un vino di grande prospettiva, specie all’estero, che tuttavia vuole riappropriarsi anche del mercato di casa nostra
In concomitanza con la presentazione delle nuove annate (Amarone Opera Prima giunge quest’anno alla ventunesima edizione) il Consorzio Vini Valpolicella ha spento 100 candeline. Un secolo di storia per un consorzio longevo, oggi guidato dal presidente Christian Marchesini, ma soprattutto coeso.
Lo dimostra il fatto che oltre l’80% dei produttori della zona, per intenderci quelle che utilizzano la denominazione Valpolicella, fanno parte del consorzio. Una conferma di quanto appena scritto arriva persino dal numero delle aziende partecipanti ad Amarone Opera Prima: ben 78. Nomi famosi che hanno portato conferme solide come: Secondo Marco, Roccolo Grassi e Zymé, ma anche cantine più piccole ma molto precise, specie nel consegnare il messaggio di un vino, come l’Amarone, difficile da tradurre, in quanto ricco di variabili come: blend di uve, timbro dell’annata, tecnica dell’appassimento, senza dimenticare il delicato tassello dell’affinamento, alle volte, se esasperato, in grado di silenziare tutte queste voci.







