Il rosé è stato il filo conduttore dell’ottava edizione italiana del Ruinart Sommelier Challenge, che ha riunito a Roma diciannove sommelier. A Palazzo Talìa il confronto si è aperto con quattro etichette alla cieca, da descrivere, identificare e collocare a tavola: M. Hostomme Rosé de Saignée Extra Brut, Berlucchi ’61 Franciacorta Rosé, Chapoutier “Beaurevoir” Tavel 2024 e Frescobaldi “Alle Ammiraglia” Toscana Rosé 2025. A imporsi è stata Elisa Ying Yu, sommelier del 10-11 Portrait di Milano, davanti a Matteo Bartesaghi del ristorante Andrea Aprea e a Flaviu Markus di Acquolina. 

In giuria Caroline Fiot, Chef de Caves di Ruinart, Simone Roveda, il vincitore dell’edizione 2025 Edoardo Jobet e l’Ambassadrice du Champagne in Italia Chiara Giovoni. La giornata è entrata nel tema con la masterclass di Caroline Fiot, dedicata agli effetti del cambiamento climatico sulla maturazione delle uve e sulle scelte di cantina. Le temperature più alte anticipano i cicli e restringono la finestra utile alla raccolta, e la risposta di Ruinart si gioca in vigneto, sulla salute dei suoli e sulla biodiversità, per rendere la vite meno esposta.