Lo fa per altro tagliando un traguardo molto prestigioso, che la posiziona come apripista nel settore vitivinicolo italiano e internazionale: l’ottenimento della carbon neutrality per l’esercizio 2024, certificata secondo lo standard internazionale PAS 2060. Un primato assoluto per un’azienda vinicola italiana, raggiunto dopo la verifica della Carbon Footprint di Organizzazione in linea con la norma ISO 14064-1, che ha coinvolto tutte le unità produttive, comprese quelle negli Stati Uniti.

Il mosaico enologico di HERITA.

La notizia è stata diffusa contestualmente alla pubblicazione della terza edizione del Bilancio di Sostenibilità, redatto in conformità con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e strutturato secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). Il documento, disponibile a questo link, fornisce una panoramica dettagliata su impatti, rischi, opportunità, politiche e obiettivi in materia ambientale e sociale, allineandosi al quadro normativo europeo. Il percorso verso la neutralità carbonica è iniziato 12 anni fa, con la misurazione e la compensazione delle emissioni legate al Pinot Grigio Santa Margherita destinato al mercato canadese.

La viticoltura eroica di HERITA.